Marina di Porto Levante


Non so dire quanto sia felice di essere qui. Come ho già detto ci siamo fermati per lavori vicino a Portoviro, città in cui abbiamo dei parenti da parte di mio padre, Daniel, Luciano e Cinzia! Questi sono i luoghi in cui è stata piccola mia nonna Liliana, che è mancata l’anno scorso. Il mio DNA è profondamente intrecciato con queste lagune, con questo mare e con questa brezza.


La decisione presa è di risistemare interamente Gentilina, e questi lavori comprendono sia la parte elettronica, che la navionica, oltre ai particolari estetici.


Abbiamo quindi del tempo per confermare vecchie storie, come quella secondo cui un nostro zio piantó un piccolo chiodo per misurazioni di piazza Vigo alla base del famoso Gato de Ciosa, il leone di Chioggia, chiodo di cui ora rimane solo il buco riempito che vedete in foto. Cosa che abbiamo verificato sia sul posto 👍 che tramite le foto di Luciano!




Sono contento di dire che qui abbiamo dei parenti d’oro, veramente con il cuore in mano. E quindi grazie Luciano, Cinzia, Daniel con Vanessa e il piccolo Pietro. Siete veramente persone rare da incontrare.


Vogliamo ringraziare inoltre tutti coloro che ci stanno supportando, dalla visita in barca fino alla telefonata od ai messaggi. 


E visto dove ci troviamo voglio ringraziare anche mia nonna Liliana, che tanto ha fatto per farmi stare bene. 

Traversata Rimini / Palau


Quasi pronti per il primo spostamento importante di #valeila sail. Io ed alcuni amici partiremo da Rimini sabato, tempo permettendo. Anche se potremmo anticipare c’è un vecchio adagio che recita “nè di Venere nè di Marte ci si sposa o si parte”. E quindi adeguiamoci!

Procederemo attraverso l’Adriatico fino a doppiare Leuca in Puglia, poi tutto lo Ionio fino a Brancaleone Marina in Calabria. Passeremo lo stretto di Messina e poi vele spiegate fino in Sardegna, dove atterreremo a Palau 🤙

Questo post vuole essere un diario di viaggio ed è quindi un work in progress che ci accompagnerà fino a fine traversata, da sabato fino in sardegna, passando dai preparativi, alla cambusa, agli ormeggi ma soprattutto dal mare!

Come dicevo partiremo in tre, io e due amici. Marina ed i bimbi mi raggiungeranno a Palau, dato che abbiamo ancora da sistemare alcuni problemi pratici!

Quindi a domani!

Giovedì 14 settembre 2017


Ho dormito ben tre ore.. ho faticato a prendere sonno per due motivi. 

Il primo è che ho sempre quella vaga sensazione che nonostante tutti i preparativi, le check list ed i controlli manchi sempre qualcosa. Ma a questo si può rimediare in futuro. D’altronde non possiamo mica portarci due ferramenta è un negozio di vestiti. 

Il secondo motivo è ben più importante…

Ieri sera, mentre mettevo a letto i bimbi, pensavo che sarebbe stata l’ultima volta che avrei compiuto quel gesto in questa casa, che il tramonto appena passato sarebbe stato l’ultimo da quel balcone. Visto così l’ignoto verso cui viaggiamo fa paura. 

Intendiamoci, sono super eccitato per questo primo spostamento di #valeila sail, ma sotto sotto sono un po’ malinconico per ciò che lascio. Credo sia comunque un sentimento normale dopo tanto tempo qui a Novara, la nostra bella città! 

Detto questo, oggi è il compleanno di Pietro, quindi auguri papà! Ti aspetto in barca a Novembre con mamma.

Ok, quasi pronti, a breve carichiamo ed io e Marina, dopo i suoi esami da apneista avanzata :), partiremo alla volta di Rimini 🙂 

Cambusaaaaaaa!



Venerdì 15 settembre 2017

Dopo aver accusato qualche mini magagna sulla barca dovuta all’impianto elettrico abbiamo deciso di modificare la metà del nostro viaggio da Palau a Marina di Levante, luogo in cui atterreremo domani mattina sul tardi, quando ancora la marea sale.


Al momento in cui scrivo, dato che stanotte danno vento forte, abbiamo ormeggiato al molo del distributore per i Motopesca a Porto Garibaldi. Sono le 21.46 e tra poco credo che crollerò di stanchezza! 

Abbiamo scelto Marina di Levante per la sua vicinanza a Portoviro, luoghi in cui risiedono i miei cugini Luciano e Daniel, che non vedo l’ora di vedere che faccia faranno 😂 

Oggi mare abbastanza buono, Gentilina è stabile come una roccia e in questi primo centinaio di km si è comportata veramente bene. 


Buona notte!

Sabato 16 settembre 2017

Dopo una bellissima navigazione arriviamo a Porto Levante. Il frigo è ripartito ma ha subito ceduto… la luce in testa d’albero non funziona… insomma, qui abbisogna un elettronautico 👍


Comunque posto bellissimo! Il primo ormeggio troppo stretto, domenica ho deciso di fermare la barca all’inglese e farmi cambiare ormeggio.. mai decisione fu più fatale!


Avrei spostato la barca solo tre giorni più tardi, dopo due notti di pioggia battente e raffiche a più di 50km/h passate a regolare i parabordi per evitare di grattare in banchina, dormendo non più di un’ora e mezza per volta..


Comunque, mercoledì finalmente giornata splendida, arrivo di poppa al nuovo ormeggio e, aiutato da Larry aggiustiamo gli ormeggi di Gentilina, posso così attaccare la 220 e godermi un po’ di riposo… che dura poco dato che sotto coperta è tutto umido e mi tocca portare fuori tutto, compresi gli otto materassi. Fortuna che Daniel e Luciano passano quasi tutti i giorni a fare due chiacchiere 👍!


Inoltre questa sera arrivano Marina ed i bimbi… non vedo l’ora di vederli!

Eccoliiiiiii!!!

Una sola vita ci basterà?

Einstein spiegava la relatività in maniera molto efficace; stai un’ora seduto con una bella ragazza e ti sembrerà sia passato un minuto. Stai un minuto seduto su di una stufa e ti sembrerà siano passate ore. 

Semplice no? Oggi mi è capitato un episodio molto triste che ho poi collegato a ciò che stiamo facendo al momento, e cioè sfogare tutto ciò che non ci servirà piu nella nostra nuova vita in barca.

Ero sotto casa, stavo per entrare dal Sig. Luigi ad acquistare qualcosa per cena. Dato che stavo telefonando mi sono soffermato sulla porta d’ingresso girandomi verso via Morera. Un piccione beccava qualcosa in mezzo alla strada e non si è accorto della macchina che arrivava alle sue spalle, tonk, radiatore dritto sulla sua testina. Rimane intontito fino al sopraggiungere della seconda macchina e qui avrete capito cosa è successo. Mi è rimasto impresso soprattutto il rumore, uno schiocco forte. Forse la ragazza alla guida non lo ha nemmeno visto.

Come dicevo, a casa stiamo svuotando e vendendo, o regalando, tutto ciò che non ci servirà in barca. Aprendo i cassetti e tirando fuori “roba” mi sono reso conto di quante migliaia di euro abbiamo speso in cavolate inutili. Abbiamo non so quanti piatti, posate, ammennicoli mai usati, giochi usati una volta, vestiti e altro, che ora sono lì a fare bella mostra di se in mezzo alla casa  in tutta la loro maestosa inutilità. In un famoso film Brad Pitt dice che “Alla fine le cose che possiedi ti possiedono”, è vero, senza ombra di dubbio. Senza voler entrare in speculazioni filosofiche sulla nostra società, immagino che comprare “roba” sia immediatamente gratificante per i nostri sensi basici. 

Qual’è il numero giusto di piatti da tenere in cucina? E di quante copertine colorate abbiamo bisogno per il divano? Non lo so. Facendo conto che lo spazio a disposizione sulla barca è sicuramente inferiore a ciò a cui siamo abituati è un problema non da poco. Abbiamo sfogato non so quanti sacchetti, borsoni e altro per l’Humana. Riciclato almeno 200kg di plastica e venduto mobilio e altro ancora. E abbiamo ancora la casa piena o quasi…

Ci è servita veramente tutta sta roba in casa? Ancora non lo so, tante cose nemmeno me le ricordavo e venderle o buttarle non ha rappresentato un distacco particolarmente profondo, anzi, mi girano solo le balle per quello che stiamo buttando e per l’impatto avuto sull’ambiente a fronte del niente. 

…Quel piccione un secondo prima di cominciare il suo viaggio di ritorno chissà cosa avrà pensato. Mi chiedo spesso quale potrà mai essere il mio ultimo pensiero. Spero sia una cosa bella, un bel ricordo. E quindi mi voglio chiedere “cosa serve veramente per essere felice?” Ed anche qui l’unica cosa che mi viene in mente è che la formula per la felicità è differente per ognuno di noi. Per me la felicità è passare più tempo possibile con le persone a cui voglio bene. Le cose che abbiamo sono spesso solo un di più ma i momenti passati insieme, belli e brutti, restano per sempre. E prima di schioccare come il piccione sono contento di liberarmi del superfluo optando per lo stretto indispensabile di modo da poter dedicare più tempo a coltivare la nostra felicità.

E quindi ritorno alla relatività… “Organizza la tua vita in maniera da arrivare ad un punto in cui saprai di essere felice e che tutto il tempo che hai impiegato per essere lì non lo hai speso vanamente. La strada da percorrere è un senso unico e finisce nella stessa modo per tutti noi, perché voler arrivare alla fine della strada senza voler provare ad essere felici?”. 

La vita è relativa, fate quello che più vi piace il più spesso possibile e se ancora non sapete cosa vi rende felici non smettete di provare. 

Mi sento di poter azzardare che una coperta colorata o il divano nuovo non hanno chance di rendervi felici, a meno che ovviamente non siate in età per cui divano e coperta d’inverno sono il Top 😂

Detto questo:

– il piccione ha tutta la mia ormai inutile solidarietà

– mi auguro di poter rimanere positivo anche nei momenti più bui della mia vita

– mi auguro di non rappresentare mai un ostacolo alla felicità di nessuno

– due cambi di biancheria a testa sono più che sufficienti…

Viva la felicità e chi sta provando a raggiungerla!

Una domenica tranquilla…

Oggi, come facciamo spesso quando Marina ha un giorno libero, abbiamo organizzato un uscita in barca al lago sulla nostra amata Pupaccia, la barca che mio padre compró circa 25 anni fa.

Già stamattina il tempo era un po’ muta forma, ma abbiamo scommesso su di una apertura del cielo e difatti non appena arrivati ad Angera è uscito il sole! Un po’ di difficoltà ad uscire causate dall’abbassamento del lago. Questo succede quando in Svizzera decidono di incamerare acqua per periodi di siccità prolungati sulla base di accordi presi nel 1940 o giù di lì. Fatto sta che in due settimane il lago ha già perso 50 cm e per questo sono affiorate le alghe. Quindi uscire con la barchetta diventa abbastanza difficoltoso dato che per uscire dal porto di Angera bisogna proprio passargli in mezzo.. La manovra è abbastanza semplice; si accelera a manetta sperando di prendere abbastanza velocità per passare i banchi di alghe. Tutto qui. Una volta passati oltre le alghe per pulire il bulbo, la chiglia ma soprattutto l’elica (che nella Pupaccia è abbattibile, si chiudono le pale per offrire meno attrito all’acqua) si innesta la retromarcia e si compie un’evoluzione circolare per permettere appunto alle alghe di staccarsi autonomamente. Se così non fosse ci si cala simpaticamente in acqua e si va sotto la barca a toglierle manualmente. Ovviamente il motore dovrà essere in folle e, se le alghe sono molte, e preferibile calare una cima per tenersi. Sono come sabbie mobili, non ci puoi nuotare dentro!


La giornata procede bene fino a quando il vento comincia a rinforzare. Ammainiamo il Genoa, ritiriamo la vela e viriamo per tornare in porto. Comincia a piovere e, proprio all’entrata di Angera ci accorgiamo che le alghe sono veramente ovunque. Sono così tante che galleggiano letteralmente sopra l’acqua. 

Partiamo a tavoletta contro il banco, d’altronde l’unica strada è quella! Il motore sgasa allegro come un tamarro sul booster fino a che, piano piano sentiamo la barca appesantirsi e fermarsi.. Marina impavida si butta in mezzo alle alghe al grido di “qualcuno si butti con me che mi fa schifooooo!” Detto fatto ed un secondo dopo c’è in acqua anche Pietro. A motore in folle (a meno che non piaccia la marmellata di mani) strappano alghe come se non ci fosse un domani. La barca intanto vuole proprio spostarsi dove toccherebbe il fondo con il bulbo (il contrappeso della barca). Finalmente liberano l’elica, risalgono a bordo e ci lanciamo di nuovo in mezzo al banco. E a questo punto penserete che siamo dei deficienti, ma tant’è, o così o si passa la notte sul lago ad aspettare che le alghe si spostino. E siccome era finito il vino e pure la birra la voglia di fermarsi era poca. Un po’ in avanti è un po’ in retro maciniamo qualche quintale di alghe e guadagnano l’entrata del porto.. e li arriva il delirio..



Questo qui sopra sono io, fotografato da Marina dal boccaporto di prua, che ho dovuto correre come un pazzo e saltare giù dalla barca, avvinghiarmi ad un palo a caso, e mentre con una mano tenevo la barca con l’altra cercavo di legare una cima per ormeggiarla, come si può dire, a cdc. Tutto ciò perché mentre Pietro manovrava per entrare è arrivata una raffica e la barca, al posi di avanzare, ha cominciato ad arretrare. In più, guarda il caso, il cavo dell’acceleratore decide di staccarsi…

Ma poco male, ormai siamo ormeggiati e sicuri, non fosse che la Pupaccia tocca contro il molo ed io, già cerato e con fare da parcheggiatore abusivo, scendo per tenerla lontana dal pontile. Tutto è bene ciò che finisce bene. Belle manovre e tutti bravi. Unico appunto, il nostro amato tenderino, lo Scagarr-1, già salvato una volta dal furto, decide di mollare gli ormeggi e correre libero come un unicorno verso l’arcobaleno. 


Addio glorioso Scagarrone, che tu possa viaggiare felice.

E questo è il video della calma dopo la tempesta..

Video Blog Perché?

Al di la della decisione di partire in se abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre esperienze in questo VideoBlog principalmente per due motivi.
Il primo è la creazione di un video libro, chiamiamolo così, di memorie. Sarà bellissimo tra venti o trenta anni riguardare i nostri video e leggere i nostri articoli con relativi commenti.

Il secondo motivo è per mantenere il legame con la nostra famiglia ed i nostri amici passati, presenti e futuri consegnando loro uno spaccato della nostra vita al quale possono virtualmente partecipare qui.

Certo che se la nostalgia si fa sentire parecchio in barca posto ne abbiamo parecchio 😉

Alla fine è come scrivere un diario di bordo più elaborato. In fin dei conti parlando ad esempio dei miei nonni e tralasciando le esperienze insieme a loro, so poco o niente della loro vita passata, a parte qualche aneddoto raccontato. Se avessi potuto usufruire di un documento del genere per vedere i miei nonni o addirittura i miei avi cosa facevano e come erano sarei stato al settimo cielo, proprio io che mi diletto a riscostruire il nostro albero genealogico!

Da qui l’idea del videoblog che, come vedete, non è poi così pazzesca, ma anzi, ci sembra proprio la maniera migliore per tranquillizzare tutti.

Una delle cose che amo è proprio la possibilità di inserire commenti sotto i video o sotto gli stessi articoli che condivideremo. Ciò da l’opportunità a tutti di condividere realmente le nostre “avventure” e a noi di sentirci sempre vicini con il cuore.

Qualunque domanda siamo qui. Speriamo di poter rispondere anche a tutte le curiosità in maniera esaustiva, felici di poter proporre uno stile di vita alternativo a quello a cui tutti siamo abituati!

 

F.